Uomini, vorrei cogliere questa opportunità per farvi un invito formale. La parità di genere è anche un problema vostro.” È questa la celebre esortazione che Emma Watson rivolgeva nel suo discorso di presentazione del progetto HeForShe alle Nazioni Unite nel 2017.

HeForShe è la campagna di solidarietà lanciata nel 2014 dalle Nazioni Unite che invita gli uomini e i ragazzi a battersi per la parità di genere, a diventare parte di un movimento, quello femminista, che ha le sue origini in una lotta condotta da sole donne.

Secondo il Global Gender Gap Report 2018 del World Economic Forum, ci vorranno 108 anni per raggiungere l’equità di genere. L’impegno di HeForShe è dare un impulso significativo al raggiungimento della parità di genere, coinvolgendo personalità come Capi di Stato, CEO di aziende global, leader accademici, per raggiungere più velocemente l’obiettivo della parità di genere.

L’Impact Report 2019 di HeForShe appena pubblicato mostra segnali incoraggianti: a livello globale si riscontra un costante aumento della rappresentanza di donne nelle posizioni di leadership in azienda. L’azienda turca Koç Holding è passata, ad esempio, dal 7% di donne nel proprio Consiglio di Amministrazione nel 2014, al 28% nel 2018. In Unilever, le donne nel Non-Executive Board sono passate dal 36% nel 2014 al 45% nel 2018.

Una bella notizia arriva dal nostro Paese.

 

Danone Italia racconta su HeForShe l’effetto dei programmi MAAM

Come segnalavamo qualche tempo fa su questo blog, in Danone la maternità è vista non come un’ostacolo ma come risorsa per il business dell’azienda. Con una visione lungimirante, dal 2011 Danone ha deciso di incentivare la natalità come fattore catalizzatore di carriera, con risultati eccellenti:

  • Il 100% delle madri torna al lavoro dopo aver avuto un figlio e il 40% di esse ottiene una promozione dopo il congedo;
  • Il tasso di natalità in azienda è aumentato del 7,5% contro il calo del 4% del dato nazionale.

Nel Report HeForShe 2019 ha grande risalto la testimonianza di Fabrizio Gavelli, General Manager Specialized Nutrition South Europe, che è stato al centro della politica di Danone per l’introduzione del congedo parentale gender neutral retribuito di 18 settimane.

L’Italia ha il più alto tasso di disoccupazione femminile in Europa (raggiunge quasi il 50%, rispetto alla media degli altri Paesi europei che si attesta attorno al 35%) e fino al 30% delle donne non tornano al lavoro dopo aver avuto il primo figlio. Con la nostra politica, abbiamo mirato a essere competitivi nell’attrarre i migliori talenti, soprattutto quelli delle generazioni più giovani, che hanno posto al centro delle loro priorità l’equilibrio tra lavoro e vita privata.

Fabrizio Gavelli, General Manager Specialized Nutrition South Europe Danone

La più grande sfida, spiega Gavelli, era sradicare la convinzione diffusa che il congedo parentale fosse un ostacolo per le prestazioni e la crescita di carriera dei genitori.

E noi di Life Based Value siamo orgogliosi di aver aiutato l’azienda a vincerla:

Per superare e cambiare questo credenza, abbiamo messo in atto il programma di formazione MAAM, perché trasforma maternità e paternità in un modo naturale di apprendere e sviluppare nuovi abilità, dimostrando come le competenze di leadership migliorino dopo che i genitori prendono il congedo parentale. Un recente studio condotto su 3.396 dipendenti provenienti da 16 diversi aziende e industrie (32% uomini e 68% donne) ha evidenziato che le capacità organizzative migliorano nella misura del 35% e che le capacità innovative migliorano del 16%. Questo per noi è una chiara prova che quando i dipendenti prendono il congedo parentale, molto probabilmente acquisiranno migliori competenze di leadership e quindi saranno in grado di creare più valore per l’azienda”.

Danone ha rafforzato il proprio impegno sulla parità di genere attraverso il lancio della campagna HeForShe nel 2018, coinvolgendo tutti i dipendenti in Italia, uomini e donne.

Fabrizio Gavelli di Danone Italia racconta sull’Impact Report 2019 di HeForShe come MAAM abbia offerto un contributo concreto per realizzare la parent policy in azienda, oggi diventata un caso d’eccellenza.

Una global parental policy adottata da tutta la Company

Il percorso iniziato in Danone Italia si è poi esteso, diventando una global parental policy di Company, che Danone ha ulteriormente migliorato, rendendola gender neutral e rivolta a tutte le tipologie di famiglia. È un obiettivo che il CEO global dell’azienda, Emmanuel Faber, si è impegnato con l’ONU a realizzare pienamente entro il 2020.

Per il genitore il congedo va oltre il quadro giuridico presente in molti Paesi, perché prevede 18 settimane di ferie retribuite per i primary caregivers e 10 giorni per secondary caregivers. Finora, sono stati oltre 18.000 dipendenti a beneficiarne in 13 Paesi (Australia, Nuova Zelanda, Italia, Spagna, Regno Unito, Singapore, Turchia, Belgio, Paesi Bassi, Grecia, Malesia, Tailandia e Brasile).

Il caso di Danone dimostra che per le aziende oggi diventa fondamentale saper intercettare e interpretare i trend che attraversano la società. Uno dei più importanti è sicuramente quello della gestione della diversity: la risposta di Danone è stata di aprirsi e includere la diversità, facendola diventare un efficace strumento di business.

Per un Responsabile HR non è semplice tenere conto di tutte le diversità presenti in azienda e nella società e incrociarle con l’esigenza di essere competitivi. Ma, come abbiamo visto, dall’impegno nel creare un ambiente di lavoro in cui le persone possano dare il meglio arrivano risultati davvero importanti.