La maternità vista non come un’ostacolo ma come risorsa per il business di un’azienda. Non è un’utopia ma ciò che avviene alla Danone Company che ha deciso di incentivare la natalità come fattore catalizzatore di carriera, ottenendo il risultato che tutte le dipendenti diventate mamme rientrano al lavoro, con alte percentuali di promozioni dopo la nascita di un figlio.

In una lunga intervista pubblicata su Il Giorno odierno, Sonia Malaspina, direttore delle risorse umane per il Sud Est Europa di Danone, spiega come un’azienda può contribuire a far crescere il tasso di natalità e valorizzare le competenze delle neo-mamme che, nella sua azienda, fanno carriera, al punto che il 40% delle promozioni va proprio a chi rientra dal congedo di maternità.

Sonia Malaspina - Danone

Sonia Malaspina, Direttore Risorse Umane Sud Est Europa di Danone

Un dato davvero importante, se si considera che, secondo il rapporto 2018 dell’Ispettorato del Lavoro, il 73% dei casi di dimissioni delle lavoratrici, in Italia, riguarda le mamme. Mentre gli ultimi dati Istat del 2018 fotografano il minimo storico di bambini registrati all’anagrafe dall’Unità d’Italia, la Danone ha puntato sulla maternità delle dipendenti come valore aggiunto. E i risultati si vedono: in azienda, la natalità è aumentata del 7,5% contro il calo del 4% del dato nazionale.

“Diventare mamme non è un fattore bloccante per la carriera, al contrario aiuta a sviluppare abilità manageriali”. E queste abilità Danone ha deciso di analizzarle, valutando i dipendenti prima che diventino genitori e dopo, attraverso il programma MAAM. “La maternità – spiega Malaspina – è una palestra in cui alleni capacità che saranno molto importanti una volta che rientrerai al lavoro. Le aziende spendono budget enormi per permettere alle persone di sviluppare soft skill, diventare più intelligenti emotivamente, più capaci di risolvere i problemi, più agili e flessibili, attraverso corsi e lezioni: ma la maternità e la paternità sono dieci volte più formative”.

“Il dato di cui siamo più orgogliosi – continua – è che tutte le mamme ritornano al lavoro dopo la maternità, se si dimettessero sarebbe, oltre che una grave ingiustizia, una perdita per l’azienda. Il 45% dei nostri manager è donna, in gran parte madre. Il nostro Gruppo ha capito che le mamme sono un valore aggiunto”.

Le aziende spendono budget enormi per permettere alle persone di sviluppare soft skill, diventare più intelligenti emotivamente, più capaci di risolvere i problemi, più agili e flessibili, attraverso corsi e lezioni: ma la maternità e la paternità sono dieci volte più formative.

Sonia Malaspina

Il nostro grazie va Danone che dal 2017 crede in MAAM e lo ha inserito come elemento strategico nella propria parental policy.