Ogni giorno la sveglia suona presto, in genere anche prima delle sette. E il lavoro inizia subito, ancora prima di aver bevuto il caffè, per poi proseguire senza pause apprezzabili, fino a sera tardi. Un genitore è un manager in piena regola che deve gestire un lavoro a tempo pieno carico di funzioni e competenze diverse, che non ammette soste prevedibili o programmabili: cucina, compiti, casa, sport, relazioni sociali. Se una madre o un padre riescono a gestire l’“azienda famiglia” quotidianamente, perché non utilizzare queste stesse abilità anche sul lavoro?

Emanuela Corsi, Talent Management Director di Lottomatica, intervistata da Il Messaggero in edicola oggi, 27 novembre

Inizia così l’articolo a tutta pagina che Il Messaggero, in edicola oggi 27 novembre, dedica a noi, con un’intervista speciale a Emanuela Corsi, Talent Management Director di Lottomatica, azienda che ha scelto di valorizzare la genitorialità con i programmi formativi di Life Based Value.

La parola chiave è transilienza – ognuno di noi è 1.000 persone insieme (genitore, lavoratore, marito, moglie) – valorizzare l’equilibrio tra vita personale e lavorativa è il segreto. MAAM offre un contributo concreto per costruire ambienti di lavoro più inclusivi e rispettosi delle esigenze personali dei propri lavoratori.

“Quando si diventa genitori si sviluppano diverse capacità: si impara a gestire il tempo e le priorità, si acuisce la capacità decisionale, si impara a gestire situazioni di crisi senza stress e si diventa più empatici: dover interpretare i bisogni di un bimbo quando ancora non parla o cammina è qualcosa che impari solo con i figli. E queste sono tutte competenze che sul lavoro sono fondamentali” racconta Emanuela Corsi a Veronica Cursi, autrice dell’intervista e dell’approfondimento a noi dedicato. “Una volta il pensiero comune era che diventare genitori togliesse tempo al lavoro. In realtà, quando si ha un figlio, il tempo nel lavoro lo si gestisce meglio”.

In Lottomatica “il 38% dei dipendenti in Italia è donna. I genitori – compresi i papà – con figli da 0 a 3 anni sono circa il 10% su un totale di 1.600 dipendenti circa”. Più di un terzo, il 60% mamme e il 40% papà sta già partecipando al Master online di Life Based Value. “Il progetto può coinvolgere anche i manager che possono definire con i dipendenti quali sono le competenze da sviluppare maggiormente”.

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Purtroppo, però, nonostante i passi avanti compiuti da aziende come Lottomatica – continua l’articolo – la fotografia delle madri in particolare nel mondo del lavoro è ancora sconfortante. In Italia, stando ai dati Istati, le donne sono pesantemente penalizzate riguardo alla possibilità di conciliare carriera e famiglia. Il tasso di occupazione delle madri tra i 25 e i 54 anni che hanno figli piccoli è del 57% a fronte dell’89,3% dei padri.

>> ne abbiamo già parlato qui <<

Per questo il metodo di apprendimento del “Life Based Learning” – conclude l’articolo – su cui si basano i Master di Life Based Value, diventa ancora più fondamentale. Le esperienze della vita come ad esempio la genitorialità o la cura di un famigliare anziano devono essere considerate come una risorsa. E non come un gap.

“Un’azienda – spiega Riccarda Zezza, CEO di Life Based Value – è Life Ready quando accoglie e valorizza gli eventi della vita, rendendo possibile la sinergia tra vita e lavoro dei propri collaboratori. Se le persone portano tutte sé sesse sul lavoro, si hanno benefici d business: aumenta l’efficacia, si riduce lo stress, migliorano l’ingaggio e il benessere organizzativo”. Provare per credere.

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