La tua azienda è “Life Ready”? Leggi l’intervista su Forbes a Riccarda Zezza

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La tua azienda è “Life Ready”? Leggi l’intervista su Forbes a Riccarda Zezza

Con la pubblicazione del report Celebrating ChangemakHERS. How Women Social Entrepreneurs Lead and Innovate, realizzato da Ashoka con il contributo di Citi Foundation, della scorsa settimana in occasione della Giornata Internazionale della Donna (ne abbiamo già parlato qui), Sonia Park, Global Venture di Ashoka, ha incontrato Riccarda e ne è nata un’intervista, pubblicata oggi su Forbes.

Ecco Riccarda Zezza, la fondatrice di “MAAM, Maternity as a Master”, il programma di formazione digitale che trasforma la genitorialità in un master in competenze chiave, come l’empatia e la gestione del tempo. Nato in Italia e oggi attivo in 23 Paesi, MAAM si rivolge alle aziende e intende dimostrare che l’apprendimento  derivante dalle esperienze di vita può stimolare la crescita professionale.

Come è nata questa idea?

Ho lavorato per 15 anni in grandi aziende prima di avere il mio primo figlio. Questa esperienza mi ha dimostrato che avere figli può diventare un problema sul lavoro. Dopo essere stata demansionata quando sono tornata al lavoro dopo la mia seconda maternità, ho deciso che dovevo fare qualcosa per cambiare questa situazione. Con MAAM, ho voluto cambiare i paradigmi che vedevano la maternità come una malattia o un problema, introducendo il concetto che la maternità è un master.

Come funziona MAAM? Quali sono i suoi componenti chiave? 

MAAM si rivolge alle aziende che tipicamente investono nello sviluppo delle competenze dei propri dipendenti. Le aziende acquistano una fee annuale. E offrono il master MAAM ai loro dipendenti, mamme e papà con bambini da zero a tre anni, e donne in gravidanza, che tipicamente rappresentano il 10% della popolazione aziendale. Per i successivi sei mesi, gli utenti accedono settimanalmente ai moduli formativi che insegnano loro a utilizzare le esperienze di vita per rafforzare 12 specifiche competenze, come il problem solving e la creatività. Alla fine del programma, gli utenti hanno acquisito un metodo – che noi chiamiamo “Life Based Learning”, che dimostra loro come si possono mettere in campo le stesse competenze per essere efficaci sia al lavoro sia a casa. Attraverso attività quotidiane, imparano ad applicare queste competenze a situazioni di vita lavorativa, acquisendo consapevolezza del loro potenziale.

Sembra una soluzione ‘win-win’ per dipendenti e aziende di ogni settore.

È proprio così. I dipendenti scoprono il potenziare formativo nascosto nelle esperienze di vita. Diventano così delle risorse ancora più preziose perché stanno imparando nuove ‘potenti’ competenze che l’intelligenza artificiale non potrà mai replicare e stanno trovando il modo per armonizzare vita e lavoro.

Continua a leggere l’intervista nella versione originale su Forbes

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Sull'autore:

Responsabile Marketing e Comunicazione di Life Based Value. Da più di 12 anni mi occupo dell'ideazione, sviluppo e comunicazione di progetti d'innovazione in ambito formativo per l'employability e l'empowerment.

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